APPROFONDIMENTO / Storia

Vostok, Poljot e la Prima fabbrica di Mosca: l’orologeria sovietica

Macchinari comprati in America, un calibro francese ribattezzato «Vittoria», il primo uomo nello spazio e una cassa che si chiude meglio sotto pressione: storia e tecnica degli orologi sovietici più diffusi.

7 min di lettura7 fontiFonti consultate il 12–29 ottobre 2026

1930: una fabbrica comprata in America

Il primo piano quinquennale sovietico voleva un’industria pesante, ma anche oggetti di precisione: orologi per l’esercito, le ferrovie, le fabbriche. L’Unione Sovietica però non aveva una vera tradizione orologiera industriale. La soluzione fu comprarla.

Attraverso la Amtorg, la sua società commerciale negli Stati Uniti, il governo sovietico acquistò nel 1929 due aziende americane in crisi: la Ansonia Clock Company di Brooklyn e la Dueber-Hampden Watch Company di Canton, in Ohio. Ventotto vagoni merci di macchinari e componenti attraversarono l’oceano fino a Mosca, e ventuno tecnici della Dueber-Hampden vi andarono a insegnare il mestiere agli operai russi. Nel 1930 nacque così la Prima fabbrica statale di orologi. I primi movimenti portavano ancora inciso «Dueber-Hampden, Canton, Ohio, USA»; oggi sono pezzi molto ricercati.

Nel 1935 la fabbrica fu intitolata a Sergej Kirov, il dirigente assassinato l’anno prima.

La guerra e la nascita di Vostok

Nell’autunno del 1941, con l’avanzata tedesca verso Mosca, la fabbrica fu evacuata verso est. Una parte finì a Zlatoust, negli Urali; un’altra a Čistopol’, piccola città sul fiume Kama, nel Tatarstan. Quando nel 1943 la produzione tornò a Mosca, sotto il nuovo nome di Prima fabbrica di orologi di Mosca, lo stabilimento di Čistopol’ restò attivo.

Durante la guerra Čistopol’ lavorò soprattutto per l’industria militare; nel 1943 produsse i primi orologi da polso, i Kirovskie, e dal 1945 si dedicò interamente all’orologeria. Nel 1952 presentò i Kama, i suoi primi orologi antiurto, antipolvere e impermeabili. Nel 1969 la fabbrica prese il nome del suo primo modello di precisione: Vostok, «oriente».

Pobeda: la vittoria al polso

Francobollo russo del 2010 che raffigura l’orologio da polso Pobeda della Prima fabbrica di Mosca, 1946.

Il Pobeda del 1946 in un francobollo russo del 2010.

Prima della guerra l’Unione Sovietica aveva cercato competenze anche in Europa. L’azienda francese LIP aiutò ad avviare una fabbrica a Penza e concesse in licenza alcuni progetti, fra cui un calibro del 1908, il R-26. Rielaborato come K-26, con modifiche importanti, divenne il movimento di un orologio semplice, a 15 rubini, economico e facile da riparare.

Fu Stalin in persona, nell’aprile del 1945, a scegliere il nome: Pobeda, «vittoria», per un orologio che doveva essere pronto per il primo anniversario della fine della guerra. Il primo prototipo uscì da Penza alla fine del 1945, la produzione in serie cominciò nel 1946. Il Pobeda fu prodotto per decenni in diverse fabbriche ed è stato, per molti cittadini sovietici, il primo orologio della vita.

Gagarin e lo Šturmanskie

Orologio commemorativo Šturmanskie per i quarant’anni del volo di Jurij Gagarin.

Un Šturmanskie commemorativo per i quarant’anni del volo di Gagarin.

Nel 1951 la Prima fabbrica di Mosca produceva già 1,1 milioni di orologi da polso l’anno. Fra i suoi modelli ce n’era uno destinato esclusivamente all’aviazione militare: lo Šturmanskie, «da navigatore», con movimento a carica manuale da 17 rubini e una cassa di 33 mm, piccola per i gusti di oggi.

Jurij Gagarin lo aveva ricevuto nel 1957, alla fine della scuola di volo. Il 12 aprile 1961 lo portava al polso durante il volo della Vostok 1, il primo di un essere umano nello spazio. L’orologio funzionò senza problemi ed è oggi esposto al Museo memoriale della cosmonautica di Mosca.

Nel 1964 la fabbrica adottò il marchio con cui è conosciuta in tutto il mondo: Poljot (Полёт), «volo». L’anno dopo, nel 1965, Aleksej Leonov compì la prima passeggiata spaziale della storia con un cronografo Strela della stessa fabbrica.

I cronografi Poljot

Cronografo Poljot «Aviator» con calibro 3133.

Un Poljot Aviator con il calibro 3133, erede del Valjoux 7734.

La Prima fabbrica di Mosca divenne il centro dell’orologeria complicata sovietica. Due calibri hanno fatto la sua fama:

  • Il 3017, introdotto nel 1959, era un cronografo a carica manuale con ruota a colonne, derivato dal calibro svizzero Venus 150. È il movimento dei primi Strela, compreso quello di Leonov.
  • Il 3133, a camma, nacque da un’operazione insolita. Negli anni Settanta la svizzera Valjoux, dopo aver lanciato il 7750, abbandonò il suo cronografo manuale 7734 e ne vendette macchinari e attrezzature alla Poljot. Il 3133 ne è l’erede, con alcune modifiche: 23 rubini, 21.600 alternanze l’ora, antiurto di progetto sovietico. È stato montato in moltissimi cronografi Poljot, Šturmanskie e Aviator, fino agli anni Duemila.

Vostok: Komandirskie e Amfibia

Vostok Amfibia d’epoca sovietica con lunetta girevole e bracciale metallico.

Un Vostok Amfibia dell’epoca sovietica.

Smolmauzir130 / Wikimedia CommonsCC BY-SA 4.0 · Immagine ridimensionata

Nel 1965 la fabbrica di Čistopol’ divenne fornitore ufficiale del Ministero della difesa e lanciò i Komandirskie, «del comandante»: orologi robusti, semplici, a carica manuale, pensati per gli ufficiali. Due anni dopo arrivò il modello che avrebbe reso Vostok famosa nel mondo.

L’Amfibia del 1967 nacque da una richiesta precisa: un orologio subacqueo affidabile fino a 20 atmosfere, all’altezza dei Blancpain Fifty Fathoms e dei Rolex Submariner. Il progetto, guidato da Michail Novikov e Vera Belova, non poteva copiare le soluzioni occidentali, protette da brevetti. Così i progettisti scelsero una strada diversa, quasi controintuitiva.

Invece di costruire una cassa che resistesse con la forza delle viti e delle guarnizioni, sfruttarono la pressione dell’acqua stessa. Il vetro, in plexiglas spesso 3 mm, si deforma elasticamente sotto pressione di circa mezzo millimetro e si schiaccia contro la cassa, sigillandola sempre meglio a mano a mano che si scende. Lo stesso vale per il fondello, che non ruota sulla guarnizione mentre lo si chiude e non la deforma permanentemente. Un vetro minerale o in zaffiro si sarebbe spezzato; il plexiglas si piega e torna come prima.

Negli anni Settanta seguì una versione per 30 atmosfere, provata dai sommozzatori della marina in esercitazioni di salvataggio di sommergibili nel Mare del Nord. Nel 1975 il cosmonauta Georgij Grečko portò un Amfibia nello spazio, sulla Sojuz 17.

Dopo il 1991

La fine dell’Unione Sovietica fu un colpo duro per tutte le fabbriche. Vostok fu privatizzata nel 1993 e firmò lo stesso anno un accordo di distribuzione con una società svizzera per circa 500.000 orologi l’anno; fallì nel 2010 e fu riorganizzata in società più piccole, ma continua a produrre. Nel 2016 dichiarava 450 dipendenti e fra 15.000 e 18.000 orologi al mese.

Più travagliata la storia della Prima fabbrica di Mosca. Alla fine degli anni Duemila il marchio Poljot passò a un imprenditore, mentre un gruppo di ex dipendenti rilevò parte degli impianti e fondò una nuova società, Volmax, che continua a usare i marchi Aviator, Buran e Šturmanskie. Il produttore di movimenti che usava i vecchi macchinari Poljot, MakTime, è fallito: i 3133 nuovi sono oggi sempre più rari.

Consigli pratici

In pratica, con il tuo orologio

  • Diffida dei quadranti troppo belli. Gli orologi sovietici sono stati prodotti in quantità enormi e i ricambi sono abbondanti: molti esemplari in vendita sono «frankenwatch», assemblati con quadranti, casse e movimenti di provenienze diverse, oppure hanno quadranti ristampati. Confrontate sempre cassa, quadrante e calibro con esemplari documentati.
  • Leggere il cirillico. Le sigle più comuni: ПЧЗ o 1МЧЗ (Prima fabbrica di Mosca), ЧЧЗ (Čistopol’, cioè Vostok), «Сделано в СССР» (fatto in URSS), «камней» (rubini). La sigla a quattro cifre del calibro compare di solito sul movimento.
  • Amfibia: non tirare troppo il fondello. La tenuta dipende dalla pressione esterna, non dalla forza di chiusura. Un fondello stretto con forza eccessiva o una guarnizione vecchia possono compromettere la tenuta: per un uso in acqua serve una guarnizione nuova e una prova di tenuta.
  • La corona dell’Amfibia «balla». È normale: il sistema a due parti è progettato per proteggere il movimento dalla pressione. Non è un difetto da riparare.
  • Ricambi facili, revisioni economiche. I calibri Vostok 24xx e il Poljot 2609 sono semplici e robusti. Un orologiaio competente li revisiona senza difficoltà, e spesso il costo è proporzionato al valore dell’orologio.

Domande frequenti

Gli orologi sovietici erano copie di orologi occidentali?
Alcuni movimenti derivano da progetti stranieri acquistati o rielaborati: americani agli inizi, francesi (LIP) per il Pobeda, svizzeri (Venus, Valjoux) per i cronografi. Altri, come la cassa dell’Amfibia, sono soluzioni originali nate proprio perché i brevetti occidentali non si potevano usare.
Che orologio portava Gagarin?
Uno Šturmanskie a carica manuale con 17 rubini, prodotto dalla Prima fabbrica di Mosca e destinato all’aviazione militare. L’originale è conservato al Museo memoriale della cosmonautica di Mosca.
Un Amfibia è davvero un orologio subacqueo?
È nato come tale, per 20 atmosfere, ed è stato provato dalla marina sovietica. Un esemplare vintage però va considerato non impermeabile finché non è stato controllato da un orologiaio, come qualsiasi orologio d’epoca.

Fonti

  1. Wikipedia (en) — Poljot (storia della Prima fabbrica di Mosca, Gagarin, Leonov)
  2. Wikipedia (en) — Vostok (watches)
  3. Wikipedia (en) — Amfibia
  4. Wikipedia (en) — Pobeda (watch)
  5. Wikipedia (en) — Poljot Strela (calibri 3017 e 3133)
  6. Grail Watch Wiki — Poljot 3133
  7. Watch-Wiki — Poljot