APPROFONDIMENTO / Misure
11½‴, 13¼‴, 16½‴: come si misura un movimento in linee
Perché nel 2026 gli orologiai svizzeri misurano ancora i movimenti con un’unità di lunghezza dell’Ancien Régime, come si convertono le linee in millimetri e perché i conti non tornano mai esattamente.
Un’unità sopravvissuta alla Rivoluzione
Prima del sistema metrico, la Francia misurava le lunghezze con il piede del re (pied du Roi), diviso in 12 pollici (pouces), ciascuno diviso in 12 linee (lignes). Il sistema non era molto diverso da quello inglese di piedi, pollici e linee; il pollice francese era però un po’ più lungo di quello inglese.
La Rivoluzione francese introdusse il metro, e una legge del 10 dicembre 1799 stabilì il rapporto esatto: un metro è uguale a 443,296 linee. Ne discende che una linea vale 2,2558291 millimetri, e un pollice di Parigi circa 27,07 mm. Il nuovo sistema si impose lentamente e fra molte resistenze, ma alla fine sostituì quasi del tutto le vecchie misure.
Quasi, appunto. Alcuni mestieri, fra cui l’orologeria del Giura franco-svizzero, la passamaneria e la fabbricazione di bottoni, continuarono a usare la linea. Nell’orologeria è sopravvissuta fino a oggi, per un motivo semplice: centinaia di calibri, utensili, casse, vetri e ricambi erano già classificati in linee, e cambiare avrebbe significato riscrivere tutti i cataloghi.
Come si legge una misura in linee
Il diametro di un movimento si indica con un numero di linee, spesso con frazioni di mezzo o di quarto, seguito dal triplo apice:
| Designazione | Conversione (× 2,2558 mm) | Dove la si incontra |
|---|---|---|
| 5¼‴ | 11,84 mm | Piccoli movimenti da donna |
| 8¾‴ | 19,74 mm | Movimenti da donna e sottili |
| 10½‴ | 23,69 mm | Movimenti di medie dimensioni |
| 11½‴ | 25,94 mm | ETA 2824-2 e molti automatici svizzeri |
| 13‴ | 29,33 mm | Calibri maschili classici |
| 13¼‴ | 29,89 mm | Valjoux 7750 |
| 16½‴ | 37,22 mm | Unitas 6497 e 6498, nati come movimenti da tasca |
| 19‴ | 42,86 mm | Orologi da tasca, come il calibro Omega del 1894 |
Per passare da linee a millimetri si moltiplica per 2,2558; per l’operazione inversa si divide, o si moltiplica per 0,4433. In officina si arrotonda spesso a 2,26 mm.
Perché i conti non tornano
Se si confronta la tabella con le schede tecniche dei costruttori, si notano piccole differenze. ETA dichiara il 2824-2 come 11½‴ con un diametro di 25,60 mm, non 25,94. L’Unitas 6497 è indicato come 16½‴ con 36,60 mm, non 37,22. Il Valjoux 7750 come 13¼‴ con 30,00 mm, non 29,89.
Il motivo è che la designazione in linee è nominale: identifica la «taglia» del calibro, un po’ come la taglia di un abito, e non è la misura esatta di un punto preciso del movimento. Nel tempo le case hanno arrotondato, ereditato misure da calibri precedenti o misurato punti diversi della platina. Per tutto ciò che deve combaciare, cioè casse, cerchi di incassatura, quadranti, il dato che conta è il diametro in millimetri dichiarato dal costruttore, insieme allo spessore.
Lo spessore e il dodicesimo

Un calibro a dodicesimi (douzième gauge) per misurare gli spessori, conservato all’Auckland Museum.
Per lo spessore, gli orologiai usavano un sottomultiplo della linea: il dodicesimo (douzième), cioè un dodicesimo di linea, circa 0,19 mm. Per misurarlo esisteva un attrezzo specifico, il calibro a dodicesimi: una sorta di compasso a molla con una scala curva graduata, che permetteva di leggere spessori di movimenti, ruote e perni.
Oggi gli spessori si indicano quasi sempre in millimetri, ma nei vecchi cataloghi di ricambi e negli attrezzi d’epoca il dodicesimo compare ancora.
La scala americana: le «size»
Gli Stati Uniti, che nell’Ottocento svilupparono un’orologeria industriale propria, usavano un sistema diverso per i movimenti da tasca, derivato dalla scala detta del Lancashire. Il punto di partenza, la size 0, corrisponde a 1 e 5/30 di pollice; ogni taglia successiva aggiunge 1/30 di pollice al diametro, misurato sulla platina dal lato del quadrante.
| Size americana | Diametro in pollici | In millimetri (circa) |
|---|---|---|
| 12s | 1 17/30″ | 39,8 mm |
| 14s | 1 19/30″ | 41,5 mm |
| 16s | 1 21/30″ | 43,2 mm |
| 18s | 1 23/30″ | 44,9 mm |
Un «16 size» o un «18 size», tipici degli orologi da ferroviere americani, sono quindi misure del movimento, non della cassa, che è sensibilmente più grande: un 18 size completo raggiunge circa 56 mm.
Calibro, linee e nome: non confonderli
Nel linguaggio comune la parola «calibro» indica il modello di movimento, cioè il suo progetto, identificato da un nome o da un numero: «calibro 2824», «calibro 321». La misura in linee è solo una delle sue caratteristiche. A volte le due cose si confondono: il calibro Omega del 1894 è ricordato come «19 linee» per il suo diametro, e qualche numero di calibro coincide per caso con la misura. Ma la maggior parte dei numeri di calibro non ha nulla a che vedere con le dimensioni: il «2824» non misura 28 linee.
Consigli pratici
In pratica, con il tuo orologio
- Cerchi un movimento di ricambio? Il diametro in linee è il primo filtro, ma per la compatibilità vanno confrontati diametro di incassatura in millimetri, spessore, posizione dell’albero di carica e altezza delle lancette.
- Leggi bene le schede. Su molti siti di vendita la misura in linee è indicata senza il dato in millimetri: chiedete al venditore il diametro reale, misurato con un calibro, se dovete adattare un movimento a una cassa.
- Orologi da tasca americani. Se un venditore descrive un orologio come «16s» o «18s», sta parlando del movimento secondo la scala americana, non della cassa in millimetri.
- Gli attrezzi d’epoca raccontano. Un calibro a dodicesimi o un vecchio catalogo di ricambi in linee sono testimonianze di come lavoravano gli orologiai: se li trovate in un lotto da banco, conservateli.
Domande frequenti
- Quanto vale una linea in millimetri?
- 2,2558 mm. Dal 1799 il rapporto è fissato per legge: un metro è uguale a 443,296 linee.
- Perché l’ETA 2824-2 è 11½‴ ma misura 25,60 mm e non 25,94?
- Perché la designazione in linee è nominale e identifica la taglia del calibro, non un punto esatto del movimento. Per incassare un movimento si usa il diametro in millimetri dichiarato dal costruttore.
- Le linee si usano ancora?
- Sì, soprattutto nei cataloghi dei movimenti svizzeri e nel linguaggio degli orologiai. Con la progettazione al computer tutto il lavoro tecnico si fa ormai in millimetri, ma la designazione in linee resta come etichetta.
Fonti
- Wikipedia (en) — Ligne
- Wikipedia (en) — Traditional French units of measurement
- ETA — 2824-2, scheda prodotto
- ETA — Catalogue Mecaline 2016 (Unitas 6497, Valjoux 7750)
- Horopedia — Line
- Grail Watch Reference — Ligne
- Elgin Time (Jeff Sexton) — Sizes, sulla scala americana delle size
- Vintage Watch Straps — Watch sizes